Ghiandole Salivari

Dott. Alessandro Vinciguerra

Definizione della zona anatomica

Le ghiandole salivari sono organi deputati alla produzione della saliva, indispensabile per la masticazione, la deglutizione, la fonazione e la protezione del cavo orale.
Le principali ghiandole salivari sono tre per lato, la cui saliva viene convogliata nel cavo orale attraverso specifici dotti salivari:

  • Parotide, situata anteriormente e inferiormente all’orecchio
  • Sottomandibolare, localizzata sotto il margine della mandibola
  • Sottolinguale, nel pavimento della bocca

Accanto alle ghiandole maggiori esistono numerose ghiandole salivari minori, distribuite nella mucosa del cavo orale e dell’orofaringe.

Il corretto funzionamento delle ghiandole salivari è essenziale per la protezione dei tessuti orali, la digestione iniziale degli alimenti e la normale funzione della bocca e della gola.

Sintomi che possono colpire questo distretto

Le alterazioni delle ghiandole salivari possono manifestarsi con:

  • Gonfiore del viso o del collo, in corrispondenza della ghiandola interessata.
  • Dolore, in particolare durante i pasti, quando aumenta la produzione di saliva.
  • Xerostomia (secchezza della bocca) o, al contrario, scialorrea (eccessiva salivazione).
  • Difficoltà nella masticazione o nella deglutizione.
  • Secrezioni torbide o purulente che sboccano in bocca dai dotti salivari.
  • Episodi infettivi ricorrenti con frequente dolore associato nell’area della ghiandola salivare coinvolta.
  • Presenza di noduli o masse palpabili.

Questi segni possono indicare un’ostruzione dei dotti, un’infiammazione (acuta o cronica) o una patologia di tipo tumorale.

Su cosa si basa la visita ORL delle ghiandole salivari

La valutazione otorinolaringoiatrica delle ghiandole salivari si basa su:

  • Esame obiettivo del volto e del collo, mediante ispezione e palpazione delle ghiandole salivari maggiori, per valutarne volume, consistenza, dolorabilità ed eventuale presenza di noduli.
  • Esame del cavo orale, con particolare attenzione agli sbocchi dei dotti salivari, per verificare la fuoriuscita della saliva e la presenza di secrezioni patologiche.
  • Valutazione di eventuali segni infiammatori o infettivi.
  • Quando indicato, può essere eseguita una fibroscopia delle vie aero-digestive superiori per completare la valutazione del distretto e delle strutture anatomiche adiacenti.

Questa fase è fondamentale per orientare il sospetto diagnostico e impostare correttamente gli esami di approfondimento.

Possibili esami complementari

In base al quadro clinico e ai reperti dell’esame obiettivo possono essere indicati esami di approfondimento, in particolare:

  • Ecografia delle ghiandole salivari
    È l’esame di primo livello per lo studio delle ghiandole salivari. Consente di identificare calcoli, dilatazioni dei dotti, processi infiammatori e lesioni nodulari.
  • TAC del collo
    Indicata per valutare l’estensione delle patologie ostruttive, infiammatorie o tumorali e i rapporti con le strutture anatomiche adiacenti.
  • Risonanza magnetica
    Utilizzata soprattutto nello studio delle lesioni tumorali, per una migliore caratterizzazione dei tessuti molli.
  • Agoaspirato con ago sottile (FNAB)
    Esame citologico utile nella diagnosi delle lesioni nodulari, per distinguere patologie benigne da neoformazioni tumorali.
  • Scialografia o Scialoendoscopia diagnostica
    Esami che permettono la visualizzazione diretta dei dotti salivari e delle loro eventuali ostruzioni.

Principali patologie trattate

Le ghiandole salivari possono essere interessate da diverse patologie, tra cui:

  • Scialolitiasi (calcolosi salivare), con ostruzione dei dotti e ristagno della saliva.
  • Dilatazioni e stenosi dei dotti salivari.
  • Xerostomia (ridotta produzione di saliva, con conseguente “bocca secca”).
  • Scialorrea (eccessiva produzione di saliva).
  • Scialoadeniti acute e croniche (infiammazioni delle ghiandole salivari).
  • Mucocele e ranula, cisti da ritenzione salivare.
  • Tumori benigni delle ghiandole salivari (es. adenoma pleomorfo, tumore di Warthin).
  • Tumori maligni delle ghiandole salivari (adenocarcinoma, carcinoma e altre neoplasie).

Queste condizioni possono interessare una o più ghiandole e manifestarsi con quadri clinici molto diversi per gravità ed evoluzione.

Principali terapie mediche

Le terapie mediche per la cura di questo distretto sono molteplici e personalizzate rispetto al problema del singolo paziente e al suo stato di salute generale.

In base al quadro clinico, il trattamento può prevedere terapie farmacologiche antibiotiche o antinfiammatorie, locali o sistemiche, misure di supporto per favorire il deflusso salivare e il controllo dei sintomi infiammatori o infettivi, quando indicato.

Principali interventi chirurgici

Il trattamento chirurgico delle patologie delle ghiandole salivari è indicato nei casi di ostruzione persistente, infezioni recidivanti o patologia nodulare sospetta o conclamata, non risolvibili con terapia medica.
I principali interventi includono:

  • Asportazione dei calcoli salivari, mediante approccio chirurgico mini-invasivo, nei casi selezionati, per ripristinare il normale deflusso della saliva.
  • Biopsia delle ghiandole salivari minori, eseguita in anestesia locale a scopo diagnostico.
  • Rimozione di mucoceli e ranule, generalmente con approccio intraorale.
  • Scialectomia sottomandibolare/sottolinguale, ovvero l’asportazione della ghiandola sottomandibolare nei casi di patologia cronica o tumorale.
  • Parotidectomia, parziale o totale, indicata nel trattamento delle patologie tumorali della ghiandola parotide

Tempi medi di recupero dopo chirurgia

I tempi di recupero variano in base al tipo di intervento e alla ghiandola interessata:

  • Asportazione di calcoli salivari, biopsie delle ghiandole minori, rimozione di mucoceli o ranule:
    Recupero generalmente rapido, con ripresa delle normali attività in pochi giorni.
  • Scialectomia sottomandibolare/sottolinguale:
    Il recupero funzionale avviene in genere entro 2–3 settimane, con progressiva riduzione del gonfiore locale e del dolore.
  • Parotidectomia:
    I tempi di recupero sono variabili in base all’estensione dell’intervento e richiedono in media 3–4 settimane.

Necessità di visite di controllo

Nel trattamento delle patologie delle ghiandole salivari, le visite di controllo sono parte integrante del percorso diagnostico e terapeutico.
In caso di chirurgia consentono di:

  • valutare la corretta guarigione della sede chirurgica,
  • monitorare la funzione residua della ghiandola o delle ghiandole controlaterali,
  • intercettare precocemente recidive infiammatorie, ostruttive o tumorali,
  • seguire nel tempo i pazienti trattati per patologia neoplastica, secondo protocolli di sorveglianza dedicati.

La frequenza dei controlli viene stabilita in base al tipo di patologia trattata e all’intervento eseguito.

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