Vie Lacrimali e Cavità Orbitaria

Dott. Alessandro Vinciguerra

Definizione della zona anatomica

Le vie lacrimali costituiscono il sistema di drenaggio delle lacrime dall’occhio verso le cavità nasali. Comprendono i canalicoli lacrimali, il sacco lacrimale e il dotto naso-lacrimale, che sbocca nel meato inferiore del naso.
Il loro corretto funzionamento è essenziale per mantenere la superficie oculare lubrificata ed evitare ristagni di secrezioni.

La cavità orbitaria è una struttura ossea che accoglie e protegge il bulbo oculare, i muscoli responsabili dei movimenti dell’occhio, il nervo ottico, i vasi sanguigni e il tessuto adiposo orbitario.
È in stretta continuità anatomica con i seni paranasali, in particolare con etmoide e mascellare, motivo per cui molte patologie orbitarie hanno origine o correlazione con il distretto rino-sinusale.

Sintomi che possono colpire questo distretto

Le patologie delle vie lacrimali e della cavità orbitaria possono manifestarsi con:

  • Epifora (lacrimazione persistente).
  • Secrezioni mucose o purulente a livello oculare.
  • Gonfiore o arrossamento nella regione perioculare o al canto mediale.
  • Dolore o senso di pressione orbitario.
  • Infezioni ricorrenti del sacco lacrimale.
  • Riduzione o alterazione dei movimenti oculari.
  • Diplopia (visione doppia).
  • Esoftalmo (protrusione del bulbo oculare).

I sintomi possono essere isolati o associati e variano in base alla sede e alla natura della patologia.

Su cosa si basa la visita ORL delle vie lacrimali e della cavità orbitaria

La valutazione otorinolaringoiatrica delle vie lacrimali e della cavità orbitaria si basa su:

  • Esame obiettivo della regione perioculare e del canto mediale, per valutare tumefazioni, segni infiammatori o dolorabilità del sacco lacrimale.
  • Valutazione delle vie lacrimali, con attenzione a eventuale fuoriuscita di secrezioni patologiche e pervietà del sistema lacrimale.
  • Esame delle cavità nasali, mediante ispezione ed endoscopia nasale, per valutare la regione di sbocco del dotto naso-lacrimale e le strutture rino-sinusali adiacenti.
  • Valutazione dei rapporti con l’orbita, soprattutto nei casi di sospetta estensione infettiva o tumorale.

L’endoscopia nasale consente di identificare alterazioni anatomiche, processi infiammatori, masse o condizioni che possono interferire con il drenaggio lacrimale o coinvolgere la cavità orbitaria.

Possibili esami complementari

Oltre alla visita oftalmologica, indispensabile per definire il livello del coinvolgimento oculare e orientare correttamente l’inquadramento diagnostico, possono essere indicati esami di approfondimento in base al quadro clinico e ai reperti della visita ORL, in particolare:

  • TAC del massiccio facciale e dell’orbita
    Esame di riferimento per lo studio delle vie lacrimali, dell’orbita e dei loro rapporti con i seni paranasali. Consente di valutare ostruzioni, raccolte infettive, mucoceli e lesioni espansive.
  • Risonanza magnetica
    Utilizzata per una migliore caratterizzazione dei tessuti molli, soprattutto nei sospetti di patologia tumorale o infiammatoria dell’orbita.
  • Esami di pervietà delle vie lacrimali (Dacrio-TAC)
    Indicati nei casi di epifora persistente per valutare il livello e la causa dell’ostruzione.

Principali patologie trattate

Vie lacrimali
Le vie lacrimali possono essere interessate da diverse condizioni, tra cui:

  • Ostruzioni delle vie lacrimali, spontanee o post-traumatiche.
  • Infezioni ricorrenti del sacco lacrimale.
  • Malformazioni congenite delle vie lacrimali.
  • Tumori benigni o maligni delle vie lacrimali.

Cavità orbitaria
La cavità orbitaria può essere sede di patologie infiammatorie, vascolari o tumorali, tra cui:

  • Oftalmopatia di Graves.
  • Ascessi orbitali e mucoceli.
  • Malformazioni vascolari (es. emangiomi).
  • Tumori benigni dell’orbita.
  • Tumori maligni dell’orbita.

Queste patologie possono presentare quadri clinici complessi e richiedono spesso un approccio diagnostico e terapeutico integrato tra diverse specialità.

Principali terapie mediche

Le terapie mediche per la cura di questo distretto sono molteplici e personalizzate rispetto al problema del singolo paziente e al suo stato di salute generale.

In base alla patologia, il trattamento può prevedere terapie farmacologiche antibiotiche o antinfiammatorie, locali o sistemiche, e misure mirate al controllo dell’infezione, dell’infiammazione o dei sintomi ostruttivi. Nei casi di patologia lacrimale o orbitaria, la terapia medica è spesso integrata in un percorso condiviso con lo specialista oculista.

Principali interventi chirurgici

Il trattamento chirurgico delle patologie delle vie lacrimali e della cavità orbitaria è indicato in casi selezionati di ostruzioni persistenti, infezioni recidivanti o patologie espansive. Gli interventi vengono pianificati in base alla sede della patologia e spesso prevedono un approccio multidisciplinare.

Vie lacrimali

I principali interventi includono:

  • Dacriocistorinostomia endoscopica (DCR), per il ripristino del drenaggio delle lacrime verso le cavità nasali.
  • Drenaggio di raccolte del sacco lacrimale nei casi di infezione acuta o cronica complicata.
  • Exeresi di tumori benigni e maligni delle vie lacrimali.

Cavità orbitaria

Per le patologie orbitarie possono essere indicati:

  • Asportazione di lesioni per via endoscopica transnasale o trans-orbitaria, in base alla sede e all’estensione.
  • Decompressione orbitaria, indicata in casi selezionati (es. oftalmopatia di Basedow-Graves).
  • Interventi demolitivi nei casi di tumori maligni avanzati.

Tempi medi di recupero dopo chirurgia

I tempi di recupero variano in base al tipo di intervento, alla sede trattata e all’estensione della patologia:

  • Chirurgia delle vie lacrimali (es. dacriocistorinostomia endoscopica, drenaggi):
    Il recupero è generalmente rapido, con ripresa delle normali attività in 7–14 giorni.
  • Interventi endoscopici orbitali (trans-nasali o trans-orbitali):
    I tempi di recupero funzionale sono variabili e richiedono in media 2–3 settimane, con progressiva riduzione dell’edema perioculare.
  • Decompressione orbitaria o interventi demolitivi:
    Comportano tempi di recupero più lunghi, generalmente nell’arco di 3–4 settimane o oltre, in relazione alla complessità dell’intervento.

Nei primi giorni dopo la chirurgia possono essere presenti gonfiore perioculare, ecchimosi e fastidio locale, che tendono a ridursi progressivamente.

Necessità di visite di controllo

Nel trattamento delle patologie delle vie lacrimali e della cavità orbitaria, le visite di controllo rappresentano una parte essenziale del percorso terapeutico.

Nel caso di chirurgia, consentono di:

  • monitorare la guarigione dei tessuti e la risoluzione dell’edema perioculare,
  • verificare la pervietà delle vie lacrimali e l’efficacia del drenaggio,
  • controllare l’eventuale coinvolgimento dell’orbita e delle strutture adiacenti,
  • intercettare precocemente recidive infettive o tumorali.

Nei casi complessi o oncologici, i controlli vengono programmati secondo protocolli condivisi con lo specialista oculista e con le altre figure coinvolte, in un’ottica multidisciplinare.

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